Non affronto arrendermi all'evidenza.
E neanche far dare testate contro i muri ai miei sogni.
Non affronto sentirmi piccola, a volte. Elefante fuori e cristalleria dentro.
Non affronto le ingiustizie, le persone ignoranti con cui devi per forza parlare da ignorante.
Non sopporto, quindi tantomeno affronto, miei pari che si sentono stocazzo.
Stamo tutti sulla stessa barca, dateve na calmata.
Non affronto al contrario vedere persone capaci che non riescono a risalire la china, che fanno una fatica immane a farsi riconoscere, e non si piangono mai addosso.
Non affronto il sadismo velato, che ti corrode a poco a poco e manco te ne accorgi.
Corrode te dentro e implora di corrodere chiunque sia a poche spanne da te.
Affronto malamente certi ragionamenti da persone libere. Come se non sapessimo tutti che liberi non siamo mai. Suonano a volte come l'ultimo grido, la cartuccia nostalgica da sparare per non guardare oltre e scoprirsi più miopi.
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